Il tiro mortifero di Bob Morse infiamma il Palasport.

Robert Duncan Morse, è il quarto marcatore assoluto del basket italiano, dopo Riva, Oscar e Myers. Arriva a Reggio in A1, è a fine carriera, dopo 9 anni di trionfi a Varese e 3 ad Antibes, in Francia. Nella prima stagione reggiana non eccelle ma nel secondo anno, adattatosi alla nuova regola del tiro da tre, diventa una macchina da canestri, senza per questo risparmiarsi in difesa, lottando a rimbalzo e buttandosi su ogni pallone. È difficile per chi non abbia vissuto quell’epoca capire cosa abbia rappresentato Morse. Quando arrivò in Italia il mondo era un altro. Il campionato si disputava essenzialmente tra tre squadre, Cantù, Varese e Milano, quattro con la crescita della Virtus Bologna; era concesso un solo straniero per squadra, i due soli canali Rai esistenti mandavano il basket in prima serata. E degli Stati Uniti nessuno sapeva niente: da là arrivavano ogni tanto gli Harlem e poco più. Quindi l’americano della squadra più forte d’Italia era un mito, una forza, il Basket in persona. Arriva in Italia per studiare nel 1972, viene visionato e successivamente acquistato da Aza Nikolić, allenatore dell’Ignis Varese, che vuole sostituire l’ala Manuel Raga, vero e proprio idolo della folla. I varesini, che al principio considerano sbagliata la scelta dell’allenatore, ben presto si dovettero ricredere. Al suo esordio in Italia Nikolić lo schiera in occasione di un’amichevole. Il suo primo tempo non fu particolarmente brillante al punto che i tifosi cominciarono a rimpiangere Raga. Nel secondo tempo infila un 10 su 10 da una distanza che oggi equivarrebbe al tiro da tre punti. Nel suo primo anno con la maglia di Varese, vinse la Coppa Campioni, la Coppa Intercontinentale, lo scudetto e la Coppa Italia. In 9 anni, tra il tra il ’72 e l’81, vince con Varese 4 scudetti, 3 Coppe Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale, e ben 6 titoli di capo-cannoniere. Lascia dopo aver giocato ben 645 partite e un high score di 62 punti raggiunto in occasione di un incontro del Campionato 1974-75 contro la Fag Partenope. Per il regolamento federale dell’epoca, che impediva ai giocatori stranieri di cambiare squadra nel campionato italiano, emigra ad Antibes dove rimane tre anni, per poi ritornare in Italia alla Cantine Riunite Reggio Emilia, dove il primo anno non brilla, ma l’anno sucessivo, una volta presa confidenza con la linea da tre punti, torna a perforare la retina come ai tempi d’oro varesini, dando prova di grande spirito di sacrificio adeguandosi al gioco difensivo imposto da Lomabrdi. Il Palasport s’infuocava nel vedere un mito del basket tuffarsi per recupeare palloni vaganti. A Reggio Bob chiude la carriera, lasciando un ricordo indimenticabile, sia come giocatore che come uomo.

Bob Morse con la maglia della mitica Ignis Varese.

Carriera
1972-73 Ignis Varese | Serie A
1973-74 Ignis Varese | Serie A
1974-75 Ignis Varese | A1
1975-76 Mobilgirgi Varese | A1
1976-77 Mobilgirgi Varese | A1
1977-78 Mobilgirgi Varese | A1
1978-79 Emerson Varese | A1
1979-80 Mobilgirgi Varese | A1
1980-81 Turisanda Varese | A1
1981-82 Olimpique Antibes | Nationale 1 (Fra)
1982-83 Olimpique Antibes | Nationale 1 (Fra)
1983-84 Olimpique Antibes | Nationale 1 (Fra)
1984-85 Cantine Riunite Reggio Emilia | A1
1985-86 Cantine Riunite Reggio Emilia | A1